Progetto Riflessi virtuali

Il LABS – Laboratorio Audiovisivo per lo Spettacolo del Dipartimento SARAS ha realizzato il progetto Riflessi Virtuali, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia della Sapienza e finanziato da Fondazione TIM, finalizzato alla sensibilizzazione e alla prevenzione rispetto alle nuove forme di dipendenza legate all’uso delle tecnologie digitali. 

Il contributo di LABS/SARAS ha riguardato in particolare l’integrazione tra linguaggi dello spettacolo, recitazione e tecnologie audiovisive avanzate, attraverso l’impiego di attori professionisti, virtual production, Unreal Engine 5, LED wall, motion capture e virtual set. 

Il progetto rappresenta un esempio significativo di trasferimento di competenze nel campo dello spettacolo e della produzione audiovisiva in una iniziativa ad alto impatto culturale e sociale. 

Il LABS ha, in particolare, curato l’intera progettazione tecnica, artistica e produttiva della serie The Platform, una webserie in sei episodiassumendo un ruolo centrale nella trasformazione dei contenuti scientifici in un’esperienza audiovisiva immersiva, accessibile e di forte impatto emotivo.

I primi due episodi sono on line nel sito del progetto: https://riflessivirtuali.it/the-platform/ 

I successivi episodi verranno rilasciati con cadenza settimanale.

Nel corso di 18 mesi di lavoro, il LABS ha realizzato il progetto in tutte le sue fasi: dalla scrittura alla realizzazione, dalla sperimentazione tecnologica alla finalizzazione dei contenuti, integrando linguaggi audiovisivi avanzati con le esigenze di divulgazione scientifica e prevenzione.

Il processo di lavoro è iniziato con l’analisi approfondita delle interviste, testimonianze e materiali clinici raccolti su casi reali di dipendenza digitale. Questo patrimonio di dati è stato rielaborato in chiave narrativa, lavorando a una drammaturgia capace di costruire personaggi e  dinamiche della serie, costruiti per rappresentare diverse tipologie di comportamenti problematici legati all’uso delle tecnologie online. La scrittura delle sei puntate ha così preso forma come un lavoro di traduzione: dai dati scientifici alle storie, dalle dinamiche psicologiche alle azioni sceniche, mantenendo rigore, rispetto e autenticità.

Parallelamente alla scrittura, il LABS ha progettato e realizzato l’intero impianto visivo e simbolico della serie. La scelta del Cilindro hi-tech nel deserto come spazio narrativo nasce da una riflessione condivisa sul rapporto tra tecnologia, controllo e vulnerabilità: un ambiente trasparente, reattivo e ipertecnologico, pensato non solo come scenografia ma come vero e proprio dispositivo narrativo capace di amplificare emozioni, conflitti interiori e comportamenti. Nella seconda parte della serie, la dissoluzione del Cilindro e il passaggio al deserto reale segnano visivamente e simbolicamente l’emergere dei traumi e delle fragilità che la tecnologia aveva fino a quel momento schermato.

 

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